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Graham Crich spiega il vCAN partner network e i cloud service in un mondo multi-cloud

in un mondo multi-cloud

Il mese scorso, i cloud service provider di tutta l&#rsquo;area EMEA si sono incontrati all&#rsquo;evento VMware vCAN LIVE per discutere come stanno aiutando le organizzazioni di tutta la Region a trasformare le proprie attività con servizi multi-cloud. In questo testo, Graham Crich, EMEA Director, Cloud and Service Provider Partner, parla del ruolo e del valore del network e di come stiamo lavorando con i partner per aiutare le organizzazioni in tutta l’area EMEA a trasformare le loro attività.

Cominciando dall&#rsquo;inizio: cos&#rsquo;è vCAN?

vCAN – vCloud Air Network– è un ecosistema globale di cloud provider che fornisce servizi cloud basati su tecnologia VMware alle organizzazioni di tutte le dimensioni e in tutti i settori. La rete è costituita da un ampio numero di società partner che hanno una caratteristica comune: sono in gran parte provider che vengono dai managed service e che forniscono cloud esterni ai clienti dai propri data center.

Abbiamo lavorato con i partner cloud negli ultimi 10 anni, inizialmente distribuendo vSphere e vCenter per fornire infrastrutture dedicate ai propri clienti. Ci hanno seguito in questo percorso, motivo per cui il loro approccio ora è più cloud-based. Molti hanno adottato vCloud Director quando è stato lanciato, per dare accesso alle persone ai propri cloud e successivamente abbiamo dato loro gli strumenti per accedere al mega cloud di terze parti rendendo l&#rsquo;approccio ibrido. Da quel momento, abbiamo visto aumentare l&#rsquo;adozione di reti e storage virtualizzati in NSX e vSAN, in quanto entrambi offrono la possibilità di integrare più clienti, offrendo grande agilità senza compromettere la sicurezza.

Il network stesso è considerevole. Abbiamo più di 4500 partner nella rete globale, di cui 2500 solo in EMEA.

Qual è il problema principale che vCAN aiuta a superare?

La grande sfida per le organizzazioni è trovare il modo per essere più veloci per continuare a essere competitive. E la spinta per l&#rsquo;agilità generalmente porta alla digital transformation, che è essa stessa una sfida per i team IT.

Per molti, quella trasformazione arriva sotto forma di creazione di un ambiente cloud flessibile – dall&#rsquo; infrastruttura attraverso la gestione di ciascun dispositivo endpoint – dando la libertà di innovare e accrescere la recettività alle condizioni di mercato, con una maggiore velocità nel lanciare prodotti e servizi. E per rendere quel cloud pienamente flessibile? Deve essere basato su un&#rsquo;infrastruttura ibrida multi-cloud, e deve aiutare a supportare le specifiche sfide di ogni organizzazione dello specifico settore.

Come fanno le diverse aziende a fare tutto questo? Bene, molti non hanno il tempo o le risorse dedicate a farlo internamente – sia da una prospettiva CapEx, OpEx e di management. Questo è dove i partner vCAN intervengono.

Quindi come aiutano i partner vCAN?

Il range di servizi offerti dai partner del vCAN – e i diversi modi in cui loro possono aiutare i clienti – è vasto. In base alla necessità, il vCAN offre infrastruttura hosted, desktop-as-a-service, disaster recovery e managed service.

Certamente l&#rsquo;approccio per il raggiungimento del set-up ideale del cloud differirà sulla base del cliente, delle dimensioni e della sua industria.

I nostri partner forniscono le risposte a diversi tipi di organizzazioni – da quelle che richiedono una serie di risorse aggiuntive per gestire i periodi di picco a quelle che necessitano di un&#rsquo;infrastruttura ibrida di grandi dimensioni, completamente flessibile, multi-cloud, tutto l&#rsquo;anno.

Stiamo vedendo sempre più quest&#rsquo;ultimo caso, con organizzazioni che vogliono il meglio di entrambi i mondi. Questo può voler dire un approccio ibrido con risorse on-premise per la sicurezza e cloud pubblico e off-premise per la scalabilità – e in modo orizzontale diversi mega cloud, in modo che il personale possa costruire e spostare le applicazioni nel modo più adatto alle proprie esigenze.

I nostri partner lavorano a stretto contatto con i clienti per creare soluzioni di multi-cloud complete, specificatamente su misura per le loro necessità, costruendo e gestendo servizi basati sulle esperienze per mercati verticali e per vicinanza con il cliente e con le sue sfide di business. Per esempio, un&#rsquo;organizzazione di servizi finanziari potrebbe necessitare di un&#rsquo;infrastruttura agile per aiutarla a muoversi rapidamente sulla base dei cambiamenti di mercato, ma per questo occorre lavorare con partner che possano garantire che il suo ambiente soddisfi le severe norme di conformità PCI DSS e le leggi del settore senza fallire.

E dove entra in gioco VMware?

I nostri partner vCAN offrono soluzioni ai loro clienti. Queste soluzioni attivano la delivery rapida e conveniente di servizi di cloud ibrido che le organizzazioni necessitano per far fronte alle sfide di cui sopra. Che si tratti di infrastructure-as-a-service, disaster recovery o desktop-as-a-service, è tutto basato sulla tecnologia VMware. I service provider possono beneficiare dalla diminuzione del time to market, degli investimenti di capitale ridotti e dei più bassi costi di sviluppo, pur continuando a offrire servizi competitivi nel mercato del cloud computing.

Abbiamo lanciato la nostra architettura di Cross–Cloud alla fine dello scorso anno per aiutare i nostri partner cloud a supportare il multi-cloud. L&#rsquo;architettura fornisce un&#rsquo;integrazione senza interruzioni tra cloud, con un modo semplice di eseguire, gestire, connettere e proteggere applicazioni su diversi dispositivi ma in un ambiente operativo comune. Il Cross-Cloud nasce attraverso la VMware Cloud Foundation, uno stack integrato che fornisce infrastrutture di cloud ibrido enterprise-ready alle organizzazioni di ogni dimensione.

vCAN in azione

Prendete Rackspace, uno dei nostri principali partner globali e uno dei più grossi managed cloud provider dell&#rsquo;area EMEA. Rackspace è in grado di comprendere che le organizzazioni vogliono solo un&#rsquo;infrastruttura sottostante che li aiuterà a essere il più agili possibile, rimanendo però al sicuro – e che non si interessano particolarmente di quale approccio cloud li porti a quel risultato. Per questa ragione, l&#rsquo;azienda offre competenze relative ai principali cloud del mondo – VMware, AWS, Microsoft (Azure and Hyper-V), OpenStack e Google.

Mentre offre accesso a questa vastità di mega cloud, è attraverso le tecnologie della VMware Cloud Foundation quali NSX, vSAN e vRealize Suite che Rackspace gestirà l&#rsquo;utilizzo di queste da parte dei suoi clienti. Questo può avvenire attraverso un cloud pubblico, un cloud privato o tramite un approccio ibrido. Rackspace provvederà a trovare la migliore soluzione alle richieste dei propri business, dando loro completa agilità ma senza che affrontino la spesa e la complessità del dover fare tutto per conto proprio.

In che modo VMware aiuta i suoi partner vCAN?

Vogliamo far integrare le nostre tecnologie negli stack dei nostri partner il più facilmente possibile per loro. Così, oltre al fatto che i nostri partner possono contattarci in qualsiasi momento, abbiamo anche creato un vCloud Architecture Toolkit dedicato ai Service Provider. Il toolkit include un numero di documenti self-service, tutti creati per soluzioni, per facilitare l&#rsquo;integrazione con gli stack esistenti. Sono disponibili in più lingue e contengono molte informazioni per aiutare i partner durante il loro percorso con noi.

Che cosa significa l&#rsquo;acquisizione di OVH per vCAN?

Si tratta di &#rsquo;business as usual&#rdquo;. OVH è uno dei più grandi partner globali di vCAN e continuerà a esserlo. Sappiamo che sapranno offrire una grande customer experience a tutte le aziende che ancora utilizzeranno vCloud Air. Tutte le organizzazioni su vCloud Air continueranno ad accedere agli stessi servizi, in modo invariato.

Com&#rsquo;è il futuro di vCAN?

È certamente un futuro luminoso. il mercato è davvero orientato al cloud e al mega cloud, ma i managed service sono molto importanti per realizzare un multi-cloud, e in quanto tali stanno crescendo rapidamente - quasi come le tecnologie cloud. Per questo i nostri partner vCAN sono così importanti. È un mercato imponente, che è cresciuto più del 40% lo scorso anno.

 

 

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“Il mio VMworld”: i ricordi di David Baldinotti, Computer Gross

David Baldinotti, Business Unit Manager di J.Soft, divisione software di Computer Gross

Il primo VMworld al quale ho partecipato è stato quello del 2012 di Barcellona, era un momento in cui il tema legato alla virtualizzazione dell&#rsquo;infrastruttura stava andando a una velocità clamorosa. Intorno al Software-Defined Data Center c&#rsquo;era un forte interesse e tutti avevamo la grande curiosità e la voglia di essere partecipi di questo cambiamento così significativo, ossia reinterpretare l&#rsquo;IT lato infrastruttura.

La stessa curiosità che ho oggi alla vigilia del VMworld 2017 Europe, dal quale mi aspetto di approfondire la strategia di VMware soprattutto alla luce di tecnologie nuove su cui si sta puntando, come ad esempio l&#rsquo;iperconvergenza e la virtualizzazione delle reti. C&#rsquo;è sempre molta curiosità anche intorno all&#rsquo;area del Solution Exchange, dove è possibile incontrare player emergenti che presentano specifiche tecnologie. È un aspetto interessante del VMworld, perché VMware in questo senso spesso anticipa alcune tendenze ed è in grado di tracciare la direzione dell&#rsquo;IT e l&#rsquo;evoluzione di alcune tecnologie chiave.

Dal punto di vista delle novità che mi piacerebbe vedere annunciate quest&#rsquo;anno, il mio desiderio è uno sviluppo ulteriore dei temi legati ai servizi cloud, ossia che il Canale diventi un attore importante del processo. Penso ad esempio all&#rsquo;accordo con AWS e auspico un coinvolgimento importante dell&#rsquo;ecosistema di Partner.

E come parte del Canale VMware, per Computer Gross il VMworld rappresenta un momento di incontro e di scambio utile: partecipare ci permette di capire meglio la vision dell&#rsquo;azienda, di toccare con mano le novità, di comprenderne la portata. E, soprattutto, il VMworld è il momento in cui poter intrattenere relazioni a 360 gradi, che è alla base della nostra strategia, ma anche avere il punto di vista di chi gestisce Paesi e aree più vaste e arricchire così le proprie conoscenze che possono essere corroborate da una vision più ampia.

Se guardo al passato, un episodio che mi piace ricordare è legato al VMworld 2014: Computer Gross è stata premiata come &#rsquo;VMware EMEA Innovative Distributor of the year&#rdquo; all&#rsquo;interno della &#rsquo;EMEA VMware Partner Award&#rdquo;. È stato il risultato di un forte impegno che ci ha permesso di portare concreto valore al nostro Canale grazie a una condivisione degli obiettivi. Chissà che anche il 2017 non ci riservi qualcosa di importante.


Il VMworld 2017 sarà il più incredibile di sempre e noi abbiamo deciso di renderlo anche il più divertente!
Pubblica una tua foto ricordo significativa di un VMworld passato e lancia la sfida ai tuoi colleghi utilizzando l&#rsquo;hashtag#VMworldMemories.

 

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L’anno dell’infrastruttura iperconvergente

Motivi per cui i clienti ricorrono in massa all&#rsquo;infrastruttura iperconvergente:

L&#rsquo;avvento dell&#rsquo;infrastruttura iperconvergente (HCI) ha trasformato drasticamente i modelli di distribuzione rispetto alle operation IT in sili dell&#rsquo;ultimo decennio, rivoluzionando il modo in cui leaziende gestiscono storage, server e rete. Il trend di convergenza non mostra alcun segnale dirallentamento: secondo IDC, nel primo trimestre del 2017 l&#rsquo;aumento delle vendite di sistemi iperconvergenti si è attestato al 64,7% su base annua.

Possiamo quindi definire il 2017 come l&#rsquo;anno dell&#rsquo;HCI? Ecco cosa pensano i nostri esperti VMware:

L&#rsquo;aspetto più interessante è che non esiste un unico motivo specifico per cui le aziende si stanno indirizzando verso l&#rsquo;HCI. Si tratta di una soluzione che risolve numerose problematiche e che spesso garantisce vantaggi inaspettati per i clienti.

L&#rsquo;ufficio delle imposte della Catalogna, ad esempio, doveva affrontare molte sfide contemporaneamente. Javier Fernandez, Head of ITC, doveva gestire lamigrazione dei servizi aziendali verso un data center aziendale e l&#rsquo;upgrade dell&#rsquo;infrastruttura, che sipresentava in gran parte obsoleta. L&#rsquo;azienda doveva inoltre migliorare i propri livelli di sicurezza acausa della sensibilità dei dati che lo stesso ufficio delle imposte si ritrovava a gestire.

&#rsquo;I costi legati agli investimenti e alla manutenzione sono diminuiti drasticamente grazie alla riduzione rilevante delle infrastrutture e dei sistemi di comunicazione fisici&#rdquo;, ha dichiarato.

Lee Dilworth, EMEA Practice Lead, Storage & Availability, vede nel desiderio dei clienti di svolgere leattività in modo differente uno dei motivi del crescente uso dell&#rsquo;infrastruttura iperconvergente. L&#rsquo;infrastruttura HCI permette ai clienti di adottare un modello Pay As You Go per la creazione dei data center, iniziando con i componenti necessari al momento ma con la possibilità di scalare inbasealle esigenze future. Questa flessibilità rappresenta la differenza più eclatante rispetto aisistemilegacy, dove tutto è basato sull&#rsquo;overprovisioning e su ingenti investimenti iniziali di capitale.

La semplicità nella gestione e nella distribuzione, unita alla maggiore visibilità e alla disponibilità di un punto di gestione centralizzato, rende le infrastrutture iperconvergenti particolarmente appetibili per le aziende che hanno bisogno di funzionalità di data center remoti.

Un buon esempio è rappresentato dall&#rsquo;ONO Academic College, il più grande college in Israele. Allaricerca di un nuovo array di storage, ha deciso di adottare un&#rsquo;infrastruttura iperconvergente per ottenere maggiore flessibilità. Optando per una soluzione basata su dischi a stato solido, il college èstato in grado di conseguire prestazioni venti volte superiori, secondo il responsabile IT Oren Laufer, utilizzando vSAN per fornire un servizio di eccellenza anche ai propri siti remoti.

&#rsquo;Nella ricerca di un nuovo array di storage ci siamo imbattuti nel concetto di iperconvergenza, perfetto per le nostre esigenze di flessibilità&#rdquo;, ha affermato.

In questo modo, i tempi di backup si sono ridotti in modo significativo, ma non solo: ora è sufficiente una sola persona per gestire l&#rsquo;infrastruttura di storage virtuale, e il personale IT può dedicarsi allo sviluppo di nuove applicazioni anziché alle attività di routine.

In questa così come in molte altre aziende, VMware contribuisce a rendere più semplice la transizione a un&#rsquo;infrastruttura iperconvergente in grado di garantire un ROI in tempi rapidi. Oltreadavere un impatto sull&#rsquo;IT e sulla tecnologia, l&#rsquo;infrastruttura iperconvergente permette alpersonale IT di concentrarsi su problemi aziendali più rilevanti, quali il supporto a DevOps, losviluppodi iniziative di digital transformation e il conseguimento degli obiettivi strategici.

Per maggiori informazioni sui vantaggi offerti al business dalle soluzioni HCI, è possibile scaricare le nostre guide:

link a «Infrastruttura iperconvergente: perché è il momento giusto»

link a «Perché le imprese adottano l’infrastruttura iperconvergente (HCI)»

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“Il mio VMworld”: Leonardo partecipa al VMworld Europe 2017 e anticipa i temi del Cybertech Europe

 

Andrea Biraghi, Managing Director della Divisione Security & Information Systems di Leonardo

Il VMworld rappresenta un evento fondamentale per comprendere meglio i trend e le novità tecnologiche, e credo che anche quest&#rsquo;anno sarà per Leonardo e per tutti i partecipanti un&#rsquo;occasione per approfondire le tendenze del mercato IT.

Dall&#rsquo;edizione 2017 mi aspetto di conoscere nuove soluzioni per le architetture Cross-Cloud - dopo l&#rsquo;annuncio della partnership con Amazon Web Services - in grado di supportare la trasformazione digitale, e alcune novità per la fruizione in sicurezza di contenuti anche in mobilità.

Ho partecipato al VMworld del 2016 a Barcellona e sono rimasto molto colpito dalla enorme partecipazione: 10 mila persone provenienti da 96 Paesi, più di 2.900 partner, oltre 2.000 clienti. In particolare, il momento che ritengo più significativo è stato l&#rsquo;intervento di Pat Gelsinger, CEO di VMware, che, oltre a spiegare come l&#rsquo;era in cui viviamo sia caratterizzata dal passaggio da &#rsquo;traditional business&#rdquo; a &#rsquo;digital business&#rdquo;, ha parlato di Leonardo come di un&#rsquo;azienda leader nel settore della sicurezza e come un esempio di innovazione digitale, motivo per noi di grande orgoglio.

Non solo, uno degli episodi del VMworld 2016 che ricordo con più piacere è stato l&#rsquo;incontro a cena con Pat, durante il quale il CEO ha ripercorso alcuni frammenti di vita professionale passata, quando aveva collaborato con Steve Jobs. La leadership di VMware in questo settore è frutto, anche in questo caso, di una grande visione unita all&#rsquo;attenzione &#rsquo;maniacale&#rdquo; per il cliente.

 

 

Il VMworld anticiperà di pochi giorni un evento che anche quest&#rsquo;anno vede Leonardo protagonista in qualità di co-organizzatore e di sponsor, il Cybertech Europe 2017, uno dei più grandi appuntamenti a livello mondiale dedicato alle soluzioni di cyber security e intelligence, e VMware sarà dinuovo fra gli sponsor della manifestazione.

Nel corso dell&#rsquo;evento, che si svolgerà a Roma il 26 e 27 settembre presso il nuovo Centro Congressi &#rsquo;La Nuvola&#rdquo;, sono previsti incontri e conferenze nonché l&#rsquo;esposizione delle ultime soluzioni innovative del panorama cibernetico: un&#rsquo;occasione unica di dialogo internazionale per approfondire e confrontarsi su minacce informatiche, esigenze di mercato e future strategie.

Leonardo, in particolare, esporrà le tecnologie e i servizi sviluppati per garantire lasicurezza delle infrastrutture, dellapubblica amministrazione, delle imprese e del singolo cittadino. Leonardo fornisce, infatti, sistemi per il mondo della Difesa e per il mercato civile, offrendo il massimo livello di supporto durante tutte le possibili fasi di intervento: dall&#rsquo;analisi del rischio, alla progettazione ed implementazione dell&#rsquo;architettura di sicurezza, al training per la prevenzione e la gestione degli incidenti, fino al ripristino delle attività in seguito ad attacco cibernetico.

Il Cybertech Europe, come il VMworld, sarà quindi un&#rsquo;occasione unica di dialogo e di incontro sui temi legati all&#rsquo;innovazione e alla tecnologia.


Il VMworld 2017 sarà il più incredibile di sempre e noi abbiamo deciso di renderlo anche il più divertente!
Pubblica una tua foto ricordo significativa di un VMworld passato e lancia la sfida ai tuoi colleghi utilizzando l&#rsquo;hashtag#VMworldMemories.

 

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“Il mio VMworld”: i ricordi di Franco Puricelli, Systematika

Franco Puricelli, Director - Sales Manager & Business Development at Systematika Distribution

Sono ormai un veterano del VMworld, il primo al quale ho partecipato è stato anche il primo VMworld in assoluto, era il lontano 2004 a San Diego. Tra i relatori figuravano Diane Greene, presidente dell’azienda, insieme al marito, Mendel Rosenblum, capo scienziato e co-fondatore di VMware.

Si respirava un entusiasmo incredibile, erano le prime volte in cui si parlava di virtualizzazione e VMware mostrava per la prima volta vMotion, una funzionalità che aveva scatenato l&#rsquo;entusiasmo delle persone presenti. Ricordo anche l&#rsquo;annuncio di diverse tecnologie di terze parti che erano state invitate da VMware a partecipare all&#rsquo;evento e che sono state le prime tecnologie di ecosistema a essere presenti.

Un entusiasmo che non è andato scemando in tutti questi anni, anzi. Il VMworld rappresenta sempre un momento estremamente stimolante in cui comprendere meglio l&#rsquo;ecosistema VMware e la vision dell&#rsquo;azienda alla luce delle nuove soluzioni presentate. In questo senso, riveste ogni anno un interesse particolare il Solution Exchange, dove è possibile incontrare i Partner con cui VMware fa squadra e capire meglio le novità che caratterizzeranno l&#rsquo;IT.

Dal punto di vista tecnologico, quest&#rsquo;anno mi piacerebbe vedere approfondita la componente Cross Cloud, il cui sviluppo per Systematika è sicuramente interessante. Inoltre, alla luce del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) i cui requisiti dovranno essere recepiti a breve dalle aziende, sono curioso di capire meglio l&#rsquo;aspetto legato alla sicurezza e le novità che VMware sta sviluppando in questo ambito.

Accanto alle novità che verranno presentate, che rappresentano sicuramente un aspetto chiave dell&#rsquo;evento, e agli interessanti keynote tenuti dai vertici di VMware, ritengo che il valore del VMworld stia anche, ovviamente, nella relazione: relazione che si traduce nella possibilità di incontrare persone di VMware che durante l&#rsquo;anno non abbiamo l&#rsquo;occasione di vedere, confrontarsi e discutere con loro, ma anche colleghi di altri Paesi o Partner per parlare del mercato e dei principali trend. Il VMworld è anche un momento importante per noi in cui fare scouting.

Guardando ai VMworld passati, mi piace ricordare quando Systematika è stata invitata a parlare nel corso di una sessione sul vSphere Optimization Assessment, un tema sul quale abbiamo una forte preparazione che abbiamo potuto condividere e mostrare ai partecipanti. E con altrettanto piacere ricordo quando abbiamo ricevuto il &#rsquo;Best Regional Marketing Campaign Southern Europe Channel Awards&#rdquo; nel 2004 e quando siamo stati premiati come distributore innovativo dell&#rsquo;area EMEA nel 2012, un riconoscimento che ci ha riempito di orgoglio e che è stata la dimostrazione del duro lavoro fatto nel tempo.

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Quest&#rsquo;anno ti aspettiamo a Barcellona dall&#rsquo;11 al 14 settembre per ilVMworld2017 Europe.

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“Il mio VMworld”: i ricordi di Franco Puricelli, Systematika

Franco Puricelli, Director - Sales Manager & Business Development at Systematika Distribution

Sono ormai un veterano del VMworld, il primo al quale ho partecipato è stato anche il primo VMworld in assoluto, era il lontano 2004 a San Diego. Tra i relatori figuravano Diane Greene, presidente dell’azienda, insieme al marito, Mendel Rosenblum, capo scienziato e co-fondatore di VMware.

Si respirava un entusiasmo incredibile, erano le prime volte in cui si parlava di virtualizzazione e VMware mostrava per la prima volta vMotion, una funzionalità che aveva scatenato l&#rsquo;entusiasmo delle persone presenti. Ricordo anche l&#rsquo;annuncio di diverse tecnologie di terze parti che erano state invitate da VMware a partecipare all&#rsquo;evento e che sono state le prime tecnologie di ecosistema a essere presenti.

Un entusiasmo che non è andato scemando in tutti questi anni, anzi. Il VMworld rappresenta sempre un momento estremamente stimolante in cui comprendere meglio l&#rsquo;ecosistema VMware e la vision dell&#rsquo;azienda alla luce delle nuove soluzioni presentate. In questo senso, riveste ogni anno un interesse particolare il Solution Exchange, dove è possibile incontrare i Partner con cui VMware fa squadra e capire meglio le novità che caratterizzeranno l&#rsquo;IT.

Dal punto di vista tecnologico, quest&#rsquo;anno mi piacerebbe vedere approfondita la componente Cross Cloud, il cui sviluppo per Systematika è sicuramente interessante. Inoltre, alla luce del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) i cui requisiti dovranno essere recepiti a breve dalle aziende, sono curioso di capire meglio l&#rsquo;aspetto legato alla sicurezza e le novità che VMware sta sviluppando in questo ambito.

Accanto alle novità che verranno presentate, che rappresentano sicuramente un aspetto chiave dell&#rsquo;evento, e agli interessanti keynote tenuti dai vertici di VMware, ritengo che il valore del VMworld stia anche, ovviamente, nella relazione: relazione che si traduce nella possibilità di incontrare persone di VMware che durante l&#rsquo;anno non abbiamo l&#rsquo;occasione di vedere, confrontarsi e discutere con loro, ma anche colleghi di altri Paesi o Partner per parlare del mercato e dei principali trend. Il VMworld è anche un momento importante per noi in cui fare scouting.

Guardando ai VMworld passati, mi piace ricordare quando Systematika è stata invitata a parlare nel corso di una sessione sul vSphere Optimization Assessment, un tema sul quale abbiamo una forte preparazione che abbiamo potuto condividere e mostrare ai partecipanti. E con altrettanto piacere ricordo quando abbiamo ricevuto il &#rsquo;Best Regional Marketing Campaign Southern Europe Channel Awards&#rdquo; nel 2004 e quando siamo stati premiati come distributore innovativo dell&#rsquo;area EMEA nel 2012, un riconoscimento che ci ha riempito di orgoglio e che è stata la dimostrazione del duro lavoro fatto nel tempo.

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“Il mio VMworld”: i ricordi di Franco Puricelli, Systematika

Franco Puricelli, Director - Sales Manager & Business Development at Systematika Distribution

Sono ormai un veterano del VMworld, il primo al quale ho partecipato è stato anche il primo VMworld in assoluto, era il lontano 2004 a San Diego. Tra i relatori figuravano Diane Greene, presidente dell’azienda, insieme al marito, Mendel Rosenblum, capo scienziato e co-fondatore di VMware.

Si respirava un entusiasmo incredibile, erano le prime volte in cui si parlava di virtualizzazione e VMware mostrava per la prima volta vMotion, una funzionalità che aveva scatenato l&#rsquo;entusiasmo delle persone presenti. Ricordo anche l&#rsquo;annuncio di diverse tecnologie di terze parti che erano state invitate da VMware a partecipare all&#rsquo;evento e che sono state le prime tecnologie di ecosistema a essere presenti.

Un entusiasmo che non è andato scemando in tutti questi anni, anzi. Il VMworld rappresenta sempre un momento estremamente stimolante in cui comprendere meglio l&#rsquo;ecosistema VMware e la vision dell&#rsquo;azienda alla luce delle nuove soluzioni presentate. In questo senso, riveste ogni anno un interesse particolare il Solution Exchange, dove è possibile incontrare i Partner con cui VMware fa squadra e capire meglio le novità che caratterizzeranno l&#rsquo;IT.

Dal punto di vista tecnologico, quest&#rsquo;anno mi piacerebbe vedere approfondita la componente Cross Cloud, il cui sviluppo per Systematika è sicuramente interessante. Inoltre, alla luce del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) i cui requisiti dovranno essere recepiti a breve dalle aziende, sono curioso di capire meglio l&#rsquo;aspetto legato alla sicurezza e le novità che VMware sta sviluppando in questo ambito.

Accanto alle novità che verranno presentate, che rappresentano sicuramente un aspetto chiave dell&#rsquo;evento, e agli interessanti keynote tenuti dai vertici di VMware, ritengo che il valore del VMworld stia anche, ovviamente, nella relazione: relazione che si traduce nella possibilità di incontrare persone di VMware che durante l&#rsquo;anno non abbiamo l&#rsquo;occasione di vedere, confrontarsi e discutere con loro, ma anche colleghi di altri Paesi o Partner per parlare del mercato e dei principali trend. Il VMworld è anche un momento importante per noi in cui fare scouting.

Guardando ai VMworld passati, mi piace ricordare quando Systematika è stata invitata a parlare nel corso di una sessione sul vSphere Optimization Assessment, un tema sul quale abbiamo una forte preparazione che abbiamo potuto condividere e mostrare ai partecipanti. E con altrettanto piacere ricordo quando abbiamo ricevuto il &#rsquo;Best Regional Marketing Campaign Southern Europe Channel Awards&#rdquo; nel 2004 e quando siamo stati premiati come distributore innovativo dell&#rsquo;area EMEA nel 2012, un riconoscimento che ci ha riempito di orgoglio e che è stata la dimostrazione del duro lavoro fatto nel tempo.

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“Il mio VMworld”: i ricordi di Franco Puricelli, Systematika

Franco Puricelli, Director - Sales Manager & Business Development at Systematika Distribution

Sono ormai un veterano del VMworld, il primo al quale ho partecipato è stato anche il primo VMworld in assoluto, era il lontano 2004 a San Diego. Tra i relatori figuravano Diane Greene, presidente dell’azienda, insieme al marito, Mendel Rosenblum, capo scienziato e co-fondatore di VMware.

Si respirava un entusiasmo incredibile, erano le prime volte in cui si parlava di virtualizzazione e VMware mostrava per la prima volta vMotion, una funzionalità che aveva scatenato l&#rsquo;entusiasmo delle persone presenti. Ricordo anche l&#rsquo;annuncio di diverse tecnologie di terze parti che erano state invitate da VMware a partecipare all&#rsquo;evento e che sono state le prime tecnologie di ecosistema a essere presenti.

Un entusiasmo che non è andato scemando in tutti questi anni, anzi. Il VMworld rappresenta sempre un momento estremamente stimolante in cui comprendere meglio l&#rsquo;ecosistema VMware e la vision dell&#rsquo;azienda alla luce delle nuove soluzioni presentate. In questo senso, riveste ogni anno un interesse particolare il Solution Exchange, dove è possibile incontrare i Partner con cui VMware fa squadra e capire meglio le novità che caratterizzeranno l&#rsquo;IT.

Dal punto di vista tecnologico, quest&#rsquo;anno mi piacerebbe vedere approfondita la componente Cross Cloud, il cui sviluppo per Systematika è sicuramente interessante. Inoltre, alla luce del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) i cui requisiti dovranno essere recepiti a breve dalle aziende, sono curioso di capire meglio l&#rsquo;aspetto legato alla sicurezza e le novità che VMware sta sviluppando in questo ambito.

Accanto alle novità che verranno presentate, che rappresentano sicuramente un aspetto chiave dell&#rsquo;evento, e agli interessanti keynote tenuti dai vertici di VMware, ritengo che il valore del VMworld stia anche, ovviamente, nella relazione: relazione che si traduce nella possibilità di incontrare persone di VMware che durante l&#rsquo;anno non abbiamo l&#rsquo;occasione di vedere, confrontarsi e discutere con loro, ma anche colleghi di altri Paesi o Partner per parlare del mercato e dei principali trend. Il VMworld è anche un momento importante per noi in cui fare scouting.

Guardando ai VMworld passati, mi piace ricordare quando Systematika è stata invitata a parlare nel corso di una sessione sul vSphere Optimization Assessment, un tema sul quale abbiamo una forte preparazione che abbiamo potuto condividere e mostrare ai partecipanti. E con altrettanto piacere ricordo quando abbiamo ricevuto il &#rsquo;Best Regional Marketing Campaign Southern Europe Channel Awards&#rdquo; nel 2004 e quando siamo stati premiati come distributore innovativo dell&#rsquo;area EMEA nel 2012, un riconoscimento che ci ha riempito di orgoglio e che è stata la dimostrazione del duro lavoro fatto nel tempo.

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Trasformare la sicurezza: è il momento giusto

L&#rsquo;economia digitale è in continua evoluzione e i team IT faticano a tenere il passo con requisiti di sicurezza sempre nuovi. Dalla richiesta di maggiore velocità e accuratezza, all’esigenza di agilità e prestazioni, può essere difficile gestire tutto e garantire comunque la sicurezza necessaria.

Ecco alcune delle principali sfide che l’IT si trova ad affrontare mentre il panorama dei data center si trasforma:

  • La natura variabile delle applicazioni, dell&#rsquo;infrastruttura e degli attacchi alla sicurezza
    L’infrastruttura applicativa non è più confinata nei data center on-site, ma è ora altamente dinamica e distribuita tra ambienti multi-cloud pubblici e privati. Per questo garantire la sicurezza è oggi più complesso, soprattutto a fronte di minacce sempre più sofisticate.
  • I requisiti di conformità normativa sempre più stringenti
    Dai requisiti specifici che riguardano i diversi settori industriali, come PCI, FISMA, ECPA e HIPAA, alle normative differenti che si applicano al cloud rispetto agli ambienti on-site, non è semplice raggiungere la compliance e riuscire a mantenerla.
  • Il costo elevato delle violazioni disicurezza
    Le aziende, indipendentemente dalle loro dimensioni, sono vulnerabili alle minacce persistenti e sofisticate e il prezzo che sono costrette a pagare a fronte delle violazioni continua a crescere. Si stima che il costo annuale dello spionaggio informatico globale si aggiri intorno ai 500 miliardi di dollari.*

Per proteggere le applicazioni, i dati e gli utenti, le aziende devono trasformare radicalmente ilmodo in cui interpretano e applicano la sicurezza.Scarica il nuovo e-book - Trasformare lasicurezza nell’era del mobile-cloud.

Un approccio a tre fasi per migliorare la sicurezza

La scelta di una soluzione di sicurezza creata per superare le sfide odierne e future ti può aiutare a supportare la tua azienda e a conseguire un vantaggio competitivo. VMware offre un layer software trasversale a tutta l’infrastruttura applicativa e agli endpoint, indipendente dall’infrastruttura fisica sottostante o dalla posizione geografica. Questo approccio può aiutarti a:

  • Proteggere l’infrastruttura applicativa
  • Difendere le identità e gli endpoint
  • Semplificare la compliance

Con le soluzioni VMware, il tuo team IT è in grado di sfruttare al meglio le potenzialità del cloud e dedicarsi a iniziative strategiche e di innovazione, invece di preoccuparsi esclusivamente di come impedire attacchi costosi o problematiche di non conformità.

Avendo a disposizione più tempo e maggiore visibilità, potrai rendere la tua azienda più sicura e aiutarla a raggiungere il successo nella digital economy.

Scopri come migliorare la sicurezza scaricando l’e-book- Trasformare la sicurezza nell’era delmobile-cloud.

Per saperne di più:

  • Visita il nostro sito web per maggiori informazioni su come trasformare la sicurezza
  • Scopri come puoi creare un’infrastruttura applicativa sicura con gli Hands-on Lab

Leggi altri articoli interessanti su questo tema sul nostro blog:

  • Perché un data center moderno è essenziale per l’economia digitale
  • Come potenziare il Digital Workspace
  • Network Virtualization For Dummies

*Fonte: Cost of Data Center Outages, Ponemon Institute, gennaio 2016

 

 

 

 

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Unificare il mondo multi-cloud

Richard Munro, CTOfor Cloud Services in EMEAdi VMware, mostra la roadmap per aiutare le organizzazioni ad accelerare la trasformazione cloud con l&#rsquo;architettura Cross-Cloud di VMware

Indipendentemente dalla strategia che si sceglie di adottare e dalle dimensioni della propria azienda, capita a tutti di perdere di vista l&#rsquo;obiettivo, distrarsi e sbagliare strada. Siamo umani in fin dei conti! Per questo, anche quando si utilizza l&#rsquo;approccio Cross-Cloud che aiuta tutte le linee di business a guidare l&#rsquo;innovazione e raggiungere i propri obiettivi, sbagliare è possibile. A volte chi promuove questa tipologia di approccio e chi gestisce il business faticano a mantenere la focalizzazione sull’obiettivo finale e rispondere a domande specifiche per essere sicuri di stare procedendo nella direzione giusta. Abbiamo pensato a una guida visiva che consenta di non perdersi in una lunga lista di consigli.

Abbiamo creato una grafica alla quale fare riferimento facilmente e che aiuta a verificare se si stanno compiendo i passi giusti nella direzione della trasformazione Cross-Cloud. Ad esempio, se un dipendente si sta focalizzando sulla sicurezza del cloud, può fare riferimento alla seconda colonna “Quanto è sicura la tua organizzazione?” e guardare ciascuno dei passaggi per essere sicuro che siano stati tutti messi in atto per una gestione sicura del cloud. I passaggi comprendono assicurarsi che la sicurezza sia una priorità a livello aziendale e che i cloud non siano trattati come dei silos.

Si tratta di un modo semplice ma efficace per garantire che tutti i dipendenti siano coinvolti direttamente nell’attuazione della strategia Cross-Cloud e si stiano muovendo nella direzione giusta, facendo le domande corrette, per questo vi invito a condividere subito la nostra roadmap!

Clicca sulla roadmap per ingrandirla

Vuoi saperne di più?

  • Scarica la nostra guida Network Virtualization for Dummies
  • Scarica Cloud Management for Dummies
  • Scarica la guida Secure Digital Workspace for Dummies
  • Leggi il blog Cross-Cloud Approach: Modernising IT Infrastructure blog

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